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Alba e tramonto a Pavia

mer 18 luglio 2018
il sole sorge alle 04:53
il sole tramonta alle 20:05
Passaggio frontale nella notte: possibili temporali PDF Stampa E-mail

Una particolare dinamica atmosferica accompagnerà l’ultimo atto di questa complessa fase perturbata, che ha visto in pochi giorni l’ingresso di correnti da est e la retrogressione di un nucleo freddo che ha innescato una profonda ciclogenesi sul Mediterraneo Occidentale. Bassa pressione che con un movimento retrogrado è stata poi riassorbita dal nucleo freddo stesso. Ora il nucleo freddo, ben strutturato a tutte le quote, si colloca sulla Francia. Nel corso della giornata odierna la situazione in Atlantico andrà modificandosi con l’affondo di una saccatura in pieno oceano ed una riposta dinamica sub-tropicale con l’elevazione di un promontorio verso la Penisola Iberica. L’avanzata del promontorio anticiclonico provocherà lo spostamento verso Est del nucleo di aria fredda verso il Nord-Italia.


 

Praticamente, il nucleo freddo letteralmente tornerà da dove è arrivato. Nel corso della notte abborderà l’arco alpino Occidentale e domani passando sopra le Alpi si allontanerà, indebolendosi verso Est. Quali saranno le conseguenze per la nostra zona?

Come detto prima il nucleo di aria fredda risulta ben strutturato a tutte le quote. Andiamo ad analizzare la mappa che mostra la quota isobarica della PVU=1.5.

 

Questo parametro indica l’altezza della tropopausa dinamica. Dalla mappa si possono vedere valori molto bassi (intorno agli 800dam con la tropopausa che si colloca a circa a 8km, normalmente alla nostre latitudine, alle pressione e temperatura standard, si colloca intorno agli 11km) e ciò indica proprio lo schiacciamento della colonna d’aria con un conseguente aumento della vorticità, specie nella zona davanti ai valori minimi, dove si viene a creare il fronte freddo. Questo concetto è reso più chiaro dalla mappa dell’umidità relativa a 500hPa (fonte ISAC-CNR, Bolam).


Analizzando questa mappa possiamo vedere l’avvezione calda ed umida, attiva davanti al fronte freddo estesa dal Nord-Africa sino alla Svizzera, ed il fronte freddo, delimitato dalla forte discontinuità igrometrica, con repentino passaggio ad aria molto secca dietro il fronte. Questo è dovuto a ciò che è stato detto prima: il livello della tropopausa molto basso consente l’intrusione di aria stratosferica in troposfera. L’aria stratosferica è notoriamente molto più secca ed ecco spiegati i valori di umidità relativa così bassi. Ma come si traduce questo in fenomeni? Il contrasto orizzontale tra aria più fredda e secca in ingresso e l’aria più calda ed umida avvettata dal fronte stesso ed il gradiente igrometrico verticale, creato dall’intrusione di aria secca dall’alto dovuto al repentino abbassamento della tropopausa in concomitanza della goccia fredda, farà si che i fenomeni associati al fronte freddo possano essere temporaleschi, con fenomeni anche di moderata intensità. Se fossimo stati in estate avremmo assistito ad un passaggio frontale potenzialmente molto pericoloso. Infatti la stima delle precipitazioni del modello Arome (fonte meteociel), vede proprio la classica distribuzione pluviometrica che caratterizza il fronte freddo.



Esso è previsto strutturarsi sul Piemonte, in concomitanza dell’ingresso dell’aria fredda e secca che scavalcherà le Alpi Occidentali, per poi spostarsi rapidamente verso Est nel corso della notte, quando ritroveremo il nucleo di aria fredda a Nord delle Alpi, con valori geopotenziali alla quota isobarica di 500 hPa intorno ai 562dam e temperature alla medesima quota intorno ai -22°C. In seguito in mattinata, dopo il nucleo freddo si sposterà ulteriormente verso Levante, con il passaggio dell’aria più secca e conseguenti ampie schiarite.



Le temperature tenderanno leggermente a calare ulteriormente, anche se non avremo l’ingresso diretto dell’aria più fredda che rimarrà oltralpe, (-18°C a 500hpa con isoterme intorno ai +6°C a 850hPa).


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