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La supercella di Pavia del 7 Luglio 2014 PDF Stampa E-mail

La supercella di Pavia del 7 Luglio 2014


Analisi sinottica della giornata:

Nella giornata di Lunedì 7 Luglio l’affondo di una saccatura sulla Francia provoca una risalita di aria umida ed instabile sottoforma di venti di libeccio verso l’Italia. Nel contempo grazie all’avanzamento della struttura depressionaria calano i geopotenziali e la pressione atmosferica. E’ il preludio al passaggio frontale che avverrà Martedì 8.

La situazione in Europa durante la giornata del 7 Luglio.


Analisi della giornata:

Fin dal mattino il cielo presenta condizioni di instabilità: si formano i classici cumuli umili insieme a stratocumuli, sintomo della presenza di aria umida ed instabile.

Alle 12 i cumuli si ingrossano, rendendo il cielo nuvoloso. Condizioni di afa iniziano a farsi sentire.

Alle 14 si innescano i primi rovesci o temporali in Appennino e sparsi sulle alte pianure Lombardo-Piemontesi

Alle 15 la situazione inizia a farsi esplosiva: i cumuli evolvono continuamente e il cielo inizia a scurirsi. Si formano alcuni rovesci ad ovest di Pavia come da radar:

Lo scatto radar delle 15.10 di lunedì 7 Luglio 2014

Alle 16 si forma una cella sul Po, poco a nord di Voghera: inizialmente appare innocua, ma giunta in Lomellina inizia a ruotare; si forma così la supercella, un temporale che è dotato di una nube rotante ascendente dove possono originarsi i tornado, la tipologia più pericoloso per le nostre zone. Ecco la scansione radar:

Scansione radar delle 16.50 Scansione radar delle 17.00

Inizia quindi l’osservazione dei cacciatori di temporali pavesi… da Pavia ovest zona Rondò dei Longobardi si ha questa visuale tra le 16.40 e le 17: il mesociclone (la nube da cui si origina la supercella) si sta formando e con esso anche la wall cloud (nube a muro rotante).

Mesociclone e wall cloud in formazione


Questa invece la visuale che si ha tra Lungavilla e Bastida Pancarana:

La visuale da Bastida Pancarana

Con il passare dei minuti la supercella inizia a farsi striata e la wall cloud risulta sempre più bassa:

Wall Cloud in netto abbassamento

La rotazione è più che evidente anche ad occhio nudo, da questo momento inizia il rischio di un touch down al suolo, provocando un tornado.

Notevole la rotazione del sistema temporalesco
La rotazione della nube temporalesca
Sempre più evidente la rotazione!


Alle 17.15 il mesociclone con relativa wall cloud è poco ad ovest di Pavia: in questo momento è possibile che un tornado si sia generato. La questione è parecchio complicata, si sono cercati danni compatibili con quelli di un vortice e non si riesce a trovarli con precisione; in ogni caso la tromba d’aria potrebbe aver toccato il suolo comunale di Villanova D’Ardenghi, Carbonara Ticino, Sommo e Sairano frazione di Zinasco: lì dai sopralluoghi del giorno dopo appare una striscia in cui i danni sono parecchio sospetti.

Tuttavia ad avvalorare la tesi tornadica ci sono testimonianze delle persone della zona che dichiarano di aver visto sabbia e detriti invorticarsi e anche dalle due postazioni di riferimento si notano dei coni protesi verso terra, chiamati funnel clouds.

Ecco due foto, sia dal Rondò dei Longobardi sia da Bastida Pancarana/Cervesina:

La visuale da Bastida Pancarana
La visuale da Bastida Pancarana

I funnel risultano molto protesi verso il basso e specie nella prima il touch down è quasi evidente…

Pochi minuti dopo si ha il passaggio del mesociclone e della wall cloud sopra Pavia: interessantissimi diventano quindi i dati radar e i dati raccolti dalla stazione CML di Cascina Pelizza!

Ecco lo scatto radar delle 17.20


La forma dal radar non mente: si tratta di una supercella classica; ecco lo scatto sopra Pavia alle 17.30 circa; si notano un hook echo (eco ad uncino, dove sta il mesociclone) e un V-notch (la colorazione al radar assume una forma a V a causa della torre del cumulonembo che devia la riflettività).

Il V-notch

Guardiamo infine i dati della stazione meteorologica:

I dati della nostra stazione di Pavia Cascina Pelizza


Guardiamo i dati in nero i momenti precedenti al temporale con vento debole-moderato da NE (vento di inflow, corrente calda che alimenta il temporale), in rosso il momento in cui inizia a piovere violentemente con vento da SUD (passaggio del mesociclone), fino alla linea verde invece è un susseguirsi di cambiamenti di direzione del vento, dovuto alla violenza delle precipitazioni di pioggia e grandine, legati comunque alla rotazione della cella temporalesca. Fino alle 18 il vento risulterà comunque intenso da Sud-est: si tratta in questo caso di vento di outflow (corrente fredda discendente dalla nube).

Notare anche altri due particolari: la temperatura alle 16.30 si assesta a 26.6°, alle 17.40 circa essa sarà in minima con ben 15.1°!!!! Una diminuzione termica di ben 11.5° in meno di 1 ora!!!

Menzione alle precipitazioni: si sono accumulati in totale 87.9 mm di pioggia, con un rain rate massimo di ben 522.5 mm/h! La grandine, accompagnata quasi sempre da pioggia, ha avuto dimensioni medie, fino a 3 cm di diametro.

Anche il dato della pressione atmosferica è interessante e didattico: a conferma del risucchio da parte della supercella di aria, notiamo che la pressione prima del temporale è in calo fino ad un minimo di 1010.9 hPa alle ore 17.05. Con le precipitazioni, e quindi con la caduta della massa piovosa sul terreno, la pressione schizza ad un massimo relativo di 1015.4 hPa alle ore 17.40.

L’evento precipitativo costituisce quindi uno dei più importanti temporali della storia di Pavia, anche se il fortunale del 1988 rimane impareggiabile in quanto a danni e potenza temporalesca.


Danni

L’area più danneggiata risulta essere quella compresa tra Villanova D’Ardenghi, Sairano di Zinasco, Carbonara Ticino e Pavia.

I danni sono vari:

- circa 300 alberi abbattuti (anche di medio-grande fusto, come pini)

- centinaia di cantine allagate

- sottopassaggi allagati

- decine di auto danneggiate da cadute di alberi

- lampioni e segnaletica stradale divelta

- campi danneggiati nelle zone di campagna

- scoperchiati alcuni capannoni e distrutta un’azienda agricola vicino a Carbonara

Subito dopo l’evento vengono registrati questi danni con testimonianze fotografiche; ecco la situazione in 3 zone: Pavia Ovest, zona Ponte di Pietra; Parco della Vernavola, zona città Giardino; Sabbione e Carbonara Ticino.

Le immagini parlano chiare, la potenza del vento è stata devastante:

I danni
I danni
I danni
I danni
I danni
I danni
I danni
I danni
I danni

 

Conclusioni: l’evento del 7 Luglio rimarrà nella storia climatologica pavese con tempi di ritorno piuttosto alti. Un evento violento e notevole che poteva avere conseguenze ben più pesanti.


 

Analisi di: Paolo Corona

Supporto all’analisi: Gabriele Campagnoli, Tommaso Grieco, Lorenzo Bianchini


Fonti utilizzate:

meteociel.fr

meteoswiss

sat24.com

stazioni CML

dati stazione CML Pavia C.na Pelizza


Foto di: Paolo Corona e Gabriele Campagnoli

Dati di: Tommaso Grieco


 

 

 

 

 



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