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Giorgio Boatti: Da Annibale a Lucifero: l'afa secca le teste" PDF Stampa E-mail

"Da Annibale a Lucifero: l'afa secca le teste"


Il noto scrittore e giornalista Giorgio BoattiRingraziandolo per la disponibilità, riportiamo qui sotto l'ottimo intervento del nostro lettore Giorgio Boatti, noto scrittore e giornalista, autore di diversi libri ed inchieste sulla storia recente.

Tale articolo è stato pubblicato nell'edizione del 19 Agosto 2012 de: "La Provincia Pavese"; di grande impatto, credo sia uno spunto sul quale riflettere e dibattere. Buona lettura.


"Fiumi in secca. Campagne dove al minimo stormire del vento si sente il crepitio delle foglie del granoturco disseccate per l’arsura. Le vecchie rogge riescono ancora a fare il loro mestiere.

Nella notte il “campé”, addetto a regolare il flusso idrico, alza e abbassa le paratie che suddividono l’acqua fra le coltivazioni. Grazie alle piogge invernali, e alle nevicate abbondanti, i bacini su a monte hanno fatto la scorta e reggono – almeno per un po’ – al bisogno di acqua dei campi, dove la terra si è fatta secca, polverosa. Su in collina la vendemmia sarà di qualità: il vino di questa estate si farà ricordare.

Chissà se, quando si porteranno su dalla cantina le bottiglie con l’etichetta 2012, si sarà finalmente compreso in quale complicata situazione siamo messi: ovvero che stiamo lasciandoci alle spalle le tradizionali stagioni climatiche che hanno accompagnato la nostra e le precedenti generazioni in un lungo cammino comune. Siamo sulla soglia di un cambiamento incisivo.

I massicci mutamenti climatici che anno dopo anno investono il pianeta chiedono affrontati per le profonde ripercussioni che finiranno con l’avere sulla quotidianità. Questo angolo d’Italia in cui viviamo avrebbe dovuto inalberare, in un prossimo futuro, secondo qualcuno, le bandiere di un settentrione verde e ben temperato, percorso dai venti frizzanti che lo avrebbero affratellato ad un pezzetto di Baviera, a un cantone della Svizzera. Invece, paradossalmente, più che le strategie politiche o i sogni di improvvisati demiurghi, poterono i cambiamenti climatici. Quelli che alzano temperature, aboliscono stagioni intermedie, fanno scivolare anche questa pianura padana giù verso il sud del mondo, in un’area climatica che in poche settimane pare averci traslocati tutti sull’altra sponda del Mediterraneo. Per ora forse non abbiamo ben percepito l’ampiezza e lo spessore dei cambiamenti che ci attendono. E’ una rivoluzione che potrebbe investire nodi cruciali per ogni comunità quali la disponibilità di acqua e di energia, le attività produttive e l’equilibrato edificare, gli orizzonti del sapere e le capacità di cura dei più deboli.

In una provincia come quella di Pavia dove questi ingredienti hanno trovato per secoli un loro maturo equilibrio sarà cruciale ridefinire, nei prossimi anni, gli scenari verso cui ci si vuole muovere. Fingere che tutto possa essere come prima è illusorio e, dunque, come ha scritto giustamente qualcuno pochi giorni fa, parlando dell’assetto futuro delle nostre città, “la priorità è definire le priorità”. Visto che non sarà più possibile avere tutto o accontentare tutti è necessario che si individuino le modalità per decidere che cosa – nel nostro vivere quotidiano – viene prima e quanto invece può essere messo in coda. Vale per la crisi che non è solo economica ma, a maggior ragione, vale ancora di più per la rivoluzione climatica che è alle porte. Sono spunti e riflessioni con i quali si dovranno fare i conti anche in questa Italia distratta e superficiale.

E lo si dovrà fare anche se per ora si impone un altro approccio, quello che presenta questa rovente estate alla stregua di una saga spettacolare. Ammettiamolo: siamo diventati una infantile platea destinataria di una folkloristica parata dove sfilano prima Annibale e poi Scipione. Quindi in un ridicolo crescendo – studiato a tavolino per rimbambire sensibilità – sono chiamati in scena Caligola e Nerone, e quindi altri ancora. Sino al povero Lucifero al quale verranno addebitati i picchi di calore dei prossimi giorni. Tutte scemenze, è chiaro. Ma ci distraggono dalla concretezza del reale. Attraverso le immagini televisive, e le chiacchiere oziose di cui anche i media sono responsabili, ci portano dentro una narrazione avvolgente e regressiva. Quella che ci stanno ammanendo è una fiaba estiva, popolata di mostri antichi e purtroppo di pochissime informazioni valide e asseverate su quanto sta accadendo nel cambiamento climatico di questi anni. Quel cambiamento che interverrà in modo incisivo, profondo, destabilizzante, sulla vita quotidiana di tutti, qui e ora. Non nel mondo di Scipione o di Caligola."

 

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